Ci hanno davvero allungato la vita?

girl-2372585_960_720Ho un’amica, Silvia, da oltre quarant’anni, eravamo piccole con il desiderio di pensare e ancora il gusto del dialogo non ci ha abbandonato. Poche sere fa davanti ad una pizza il discorso finisce sulla vita che si è allungata e ciò che ci aspetta è la possibilità sempre meno remota di diventare centenari. Lei esordisce con una frase lapidaria: “Non ci hanno allungato la vita, ma la vecchiaia”, un pensiero profondo e degno di ulteriori sviluppi. Cosa voleva dirmi con questa affermazione? Se consideriamo la nostra vita a partire dalla nascita fino alla sua fine ci rendiamo conto quanto l’infanzia, la giovinezza e l’età matura siano passaggi veloci, sostanzialmente poco diversi dal passato quando si moriva molto prima rispetto ad oggi. È vero che i cinquantenni attuali sembrano ragazzi rispetto a quelli di cinquant’anni fa, ma è altrettanto vero che sono sempre cinquantenni con infanzia, adolescenza e giovinezza alle spalle: il nostro corpo lo dice agli esami dello scheletro e di tutti gli organi interni. Per cui sono d’accordo con Silvia, ci hanno allungato la vecchiaia, l’epoca in cui il decadimento inesorabile si fa sentire, e così, anche contro la nostra volontà, dobbiamo lavorare fino a settant’anni impedendo alla saggezza di farci da faro. Sì, perché la saggezza vorrebbe una vecchiaia magari più corta ma serena e libera da quegli obblighi che per tutta la vita ci hanno accompagnati. Sarebbe bello poter allungare davvero la giovinezza per godere più a lungo della sua vigoria, per impiegare la nostra vita in attività capaci di farci stare bene quando il corpo risponde agli stimoli con immediatezza: chi non cederebbe volentieri qualche anno della vecchiaia per una più lunga giovinezza?

Maria Giovanna Farina

 

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