Il disprezzo per ciò che non si può avere

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Un’antica favola di Fedro, La volpe e l’uva, è tutt’ora molto attuale nel suo essere capace di insegnarci qualcosa di utile. La storia racconta di una volpe affamata che vede un bellissimo grappolo d’uva e lo vuole prendere per cibarsene, ma è posto in una posizione troppo elevata e dopo vari tentativi l’animale desiste. Mentre si allontana la volpe esclama che “Tanto l’uva è acerba”, mettendo in scena un atteggiamento di rifiuto verso qualcosa che vorrebbe avere ma che non può avere, quindi parte con il suo disprezzo. Ciò accade nelle relazioni, soprattutto di natura sessuale e sentimentale, di mettere in atto lo stesso comportamento della volpe della favola e ciò avviene in entrambi i sessi. Se non si riesce a sedurre un uomo, capita che la seduttrice delusa affermi ad esempio che quell’uomo è uno sciupa femmine e per lui una vale l’altra, gli vanno bene tutte basta che respirino. Il seduttore sa mettere in atto le stesse dinamiche quando afferma con convinzione che le donne sono tutte sgualdrine. Atteggiamenti puerili, piccini, squallidi per non voler ammettere le proprie sconfitte, così si infanga l’altro pur di non accettare di essere perdenti con quella persona. Non possiamo farci scalfire da simili atteggiamenti e la nostra reazione deve rompere lo schema magari con una bella risata: non vale la pena arrabbiarsi di fronte ad una simile pochezza. Potete tentare anche la strada della cultura raccontando la favola della volpe al vostro interlocutore respinto e chissà che non lo faccia riflettere…