Morto Enzo Iannacci

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Un cantastorie milanese di origine pugliese dal sapore internazionale.
Lo voglio ricordare con “El purtava i scarp del tennis”, perdonate il milanese per chi non lo conosce, ma per me Iannacci è questo. Un grande artista colto e raffinato che sa parlare a tutti con una sensibilità unica. In questo caso entrando nel tema degli emarginati, i barboni, che hanno un cuore, amano…una grande emozione da ricordare. 

Queste le prime parole che mi sono uscite dal cuore appena ho appreso la notizia della scomparsa di Enzo Iannacci, è prevalso il ricordo personale della mia infanzia quando in bianco e nero lo vedevo in televisione con altri grandi della nostra musica italiana. Non ho potuto trattenere le lacrime: Iannacci fa parte di un mondo che non esiste più. Un mondo che non dobbiamo dimenticare. Un artista preparato e un uomo colto, medico e musicista, che ha saputo far convivere e lasciar esprimere le diverse parti di sé. 

Non ci si può improvvisare artisti, un po’ si nasce ma un po’ si diventa con l’impegno e lo studio: lui sapeva trasmettere con semplicità temi duri da cui si vuole troppo spesso fuggire. 

Penso alla canzone più recente nella sua produzione “Se me lo dicevi prima”, attuale per la tematica trattata e dove emerge un messaggio contro la droga che ha ucciso e uccide troppi giovani: “E allora sputa su chi ti eroina”. Una frase semplice, ma forte e intelligente che ben sa rappresentare il suo autore.

Maria Giovanna Farina