Libertà: diritto e dovere

 libertàoggi

Voglio essere libero, voglio essere libera. Quante volte abbiamo detto e o udito questa frase? Innumerevoli. La libertà è un bene che sentiamo venir meno, se non fosse così non avremmo motivo di dichiarare questo bisogno. Nasciamo liberi senza costrizioni dopo essere stati nel grembo materno che è un’incubazione di formazione, un luogo dove senza nessuno che ci crea ostacoli ci possiamo preparare per venire al mondo. Ed è proprio nel mondo che ha inizio la nostra lotta quotidiana per difendere la libertà, soprattutto di essere quello che vogliamo essere. Sì, perché altre forme di libertà sono del tutto opinabili, nella nostra organizzazione sociale ci siamo trasformati in numeri: partita iva, cartella esattoriale, documento di identità, codice fiscale, scheda elettorale, previdenza sociale… fino al numero della tomba al cimitero. La mancanza di libertà non deve trasformarsi però in sopraffazione per condurci a trattare l’altro senza alcun rispetto per la sua libertà. Se riflettessimo su questo aspetto della nostra esistenza non ci accaniremmo più contro chi è diverso dalla maggioranza perché basterebbe rifletterci solo pochi minuti per capire che se non possiamo essere quello che siamo, in qualsiasi modo siamo, non ci resta più alcun margine di movimento autonomo tra gli spazi sempre più angusti di questa esistenza. In conclusione smettiamo di giudicarci e iniziamo a rispettarci. Il rispetto per l’altro, per come è e per come vuole essere, si trasformerà in libertà per entrambi; ricordiamo che giudicare ci rende schiavi perché additare chi non è come noi è una forma di pre-giudizio. Penso che una frase gergale come “Fatti i fatti tuoi” sia quantomai azzeccata, aggiungerei di farci gli affari degli atri quando loro ce lo chiedono oppure quando hanno bisogno di aiuto, soccorso per fame, per malattia, per disagio sociale, perché li abbiamo investi con l’auto: già, ma li non ce li facciamo abbastanza.

Maria Giovanna Farina

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