ANNALISA MINETTI: DIETRO IL BRONZO C’È L’AMORE

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12 settembre 2012 di Maria Giovanna Farina

Intervista ad una donna che con la tenacia, la passione e l’amore ha vinto tante sfide: il suo ultimo successo è il bronzo olimpico.

Seguo da tempo la tua storia e sono già rimasta colpita dalla determinazione con cui ti prepari per raggiungere gli obiettivi. L’Olimpiade è una meritata vittoria: come puoi esprimere a parole lo stato d’animo che hai provato?

Il bello di vincere una medaglia sportiva è che senti la sensazione che appartenga a tutti, a tutte le persone che erano lì presenti, a tutte le persone che erano lì lungo il percorso, alle persone che ho incontrato anche solo per caso: tutti mi hanno sostenuta. Appartiene veramente a tutti, erano in pista con me lungo gli ultimi 300 metri, quelli che avevo visualizzato come la vittoria, la rimonta. L’avevo proprio visualizzato così, tanto da riviverlo esattamente, è proprio vero che la mente ha degli effetti incredibili. Avevo visualizzato la gara e temevo un’avversaria che è stata esattamente l’avversaria che ho fatto passare avanti negli 800 metri, ma che nel sogno avevo pensato di battere negli ultimi 300 e me la sono presa, la rivincita! Ho fatto esattamente ciò che mi ero limitata a pensare di fare.

Il risultato ti dà nuova carica per proseguire nella stessa direzione e/o per affrontare nuove sfide?

Sono aperta a tutte le sfide della vita, a tutte quelle che in qualche modo il Signore mi darà la possibilità di vivere, io le vivrò e le affronterò con la stessa determinazione. Però è chiaro che lo sport mi ha anche appassionata, mi piacerebbe continuare a parlare di questo movimento paralimpico, vorrei essere la giusta madrina per scuotere le coscienze.

Annalisa, tu sei la voce di tutti quelli che hanno delle difficoltà!

E poi ho anche un cognome che ha un riscontro mediatico e sarebbe un peccato fermarmi adesso.

Certamente. Tu sei una cantante e quindi per te la musica è importante. Che posto occupa e ha occupato la musica nella sua crescita personale?

La musica è la colonna sonora di ogni momento, è un istinto naturale quindi è qualcosa che mi accompagna e che c’è nella testa mentre corro. Per motivarmi comincio a cantare quei motivetti che mi aiutano, nell’orecchio sarebbe doping e così la faccio nella testa. Nell’ultima gara immaginavo la canzone che usava Maradona durante i suoi palleggi.

Qual’è?

(Me la canticchia con grande allegria). È Live is now.

Fantastico, la musica ancora una volta ti ha aiutata!

Mi sono resa conto che negli ultimi minuti ho tenuto proprio il tempo dei passi.

A breve uscirà il tuo libro, è autobiografico immagino?

Assolutamente sì, parla delle sfide che ho raccolto nella vita. Mi sono ispirata ad Iride, la dea messaggera che usava le sue ali veloci come il vento per portare i messaggi tra un dio e l’altro. Ho voluto metaforicamente ispirarmi a lei come messaggera perché penso e credo che nella musica e nello sport io sia stata utile a lanciare un messaggio, uno strumento: uno strumento nelle mani della comunicazione.

Ti sei data un bellissimo compito che è umile e alto allo stesso tempo.

È vero, visto così mi piace molto! Ho però la presunzione di prendermi una responsabilità impegnativa.

Questo è un bel messaggio per tutti. Cosa senti di dire a tutte le donne, ma anche agli uomini, che tendono ad arrendersi nei loro personali percorsi?

Tutto è difficile prima di diventare facile, la passione e la volontà fanno la differenza, sapere che alle spalle di un progetto c’è l’amore: quando c’è l’amore riesci a fare la differenza.