Il viaggio delle stelle

Un piccolo confronto fra due grandi della musica: Renato Zero e David Bowie

David Bowie, un artista senza tempo che mi ha sempre affascinata e poi colpita quando finalmente mi sono imbattuta, sprofondando, nella sua arte. Tutto partì da Renato Zero, il cantante prediletto della mia adolescenza capace di ispirarmi pensieri leggeri e profondi tanto da associarlo ad un filosofo del ‘600 come Renato Cartesio. I due hanno in comune il punto di incontro tra gli opposti, sanno parlare colpendoti diritto al cuore e come a tanti miei coetanei è nata una passione travolgente che racconto in “Da zero alle stelle”.

zero Un giorno di tanti anni fa, eravamo nei favolosi anni ’70, qualcuno mi disse che Zero si era molto ispirato per mettere in scena se stesso ad un grande della musica mondiale: David Bowie.bowie

In occasione di un incontro in libreria per parlare soprattutto di Renato Zero, da me definito un filosofo pratico, ho ripreso in mano questa antica e fastidiosa idea giungendo alla conclusione filosofica più semplice e rappresentata da un esempio famoso. Leibniz e Newton, entrambi scienziati e filosofi, dettero il via ad una nota querelle causata dal calcolo infinitesimale di cui entrambi si volevano arrogare la paternità. Newton addirittura ebbe delle conseguenze psicologiche dovute allo stress. Infine si giunse alla conclusione che ognuno per conto proprio era arrivato allo stesso risultato senza copiarsi: credo si possa applicare la stessa conclusione ai due artisti Zero e Bowie anche se con le dovute specifiche. I due hanno dei punti in comune ma a mio parere sono profondamente diversi, una diversità che si può riassumere nella loro peculiarità: Renato, crescendo si è trasformato senza perdere la sua fisionomia, anzi tenendo vivo il Renato di sempre; David invece ha cambiato pelle come un camaleonte sottolineando i suoi diversi alter ego che si sono succeduti, è infatti passato attraverso nomi differenti come Ziggy Stardust, Halloween Jack, The Thin White Duke e Nathan Adler. Quando iniziai ad osservarlo con attenzione era il periodo in cui lo si chiamava il Duca bianco.

Di Renato ho già raccontato molto, di David pochissimo e per questa ragione in occasione della serata in libreria Locandina 5 luglio Milano IL viaggio delle stelle DEFINITIVA(libreria Il Domani di Milano) desidero riflettere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

soprattutto sull’ultimo atto della sua esistenza raccontato nel disco Blackstar.

Ecco il video della canzone che dà il titolo album

Si è detto molto di quest’ultimo lavoro di Bowie rifacendosi anche alle immagini del video interpretandolo in senso religioso per la presenza della crocifissione e di altri simboli che rimandano all’alterità metafisica. Ascoltando ed osservando mi sono calata nei significati propriamente filosofici e senza rinnegare quelli religiosi ho letto tutto dal punto di vista simbolico.

Bowie gira questo video conscio della sua malattia inguaribile, si nota con evidenza che non sta bene. L’ambiente e la musica creano una profonda mestizia, l’uomo delle stelle, l’eterno alieno, mette in scena la sua fine con l’aiuto di tre personaggi, due maschi e una femmina capaci di rappresentare le parti di sé. Il video inizia con una donna che in un paesaggio alieno si dirige verso un astronauta morto, gli alza la visiera del casco e appare un teschio tempestato di pietre preziose. Nel frattempo Bowie inscena una danza finale con gli occhi coperti da una benda bianca e al posto degli occhi ci sono due pietre che sembrano diamanti. La scena del Golgota si affaccia con la sua tragicità seguita dalla donne in cerchio attorno al teschio che ricordano le donne che accorsero al sepolcro di Gesù. Credo che il messaggio più forte di questa canzone sia l’elaborazione del lutto che Bowie ha paradossalmente messo in scena prima di morire per i suoi fan, ma soprattutto per se stesso. Il dispiacere di andarsene, lui che sentiva di essere una persona importante, infatti il suo teschio ricoperto di pietre preziose si fa reliquia sacra. Lui, un essere umano che lascia un segno nel mondo ma che ha la necessità di elaborare la perdita di sé. Un alieno, un diverso caduto sulla Terra per errore, può divenire simbolo da venerare per il merito di aver affrontato con coraggio ed elaborazione artistica il disagio di non essere di questo pianeta. Elaborare il lutto prima di andarsene e metterlo in scena credo sia l’ultimo atto di geniale teatralità di questo artista che è artista nel senso più pieno del termine.

Maria Giovanna Farina ©Riproduzione riservata

COLLANA DI PRATICA FILOSOFICA

Collana di Pratica Filosofica in e-book

Maria Giovanna FarinaLa collana di pratica filosofica che dirigo per Kkien Publishing International ha al suo attivo pubblicazioni di pratica filosofica e volumi scientifici. Per proporre nuovi lavori alla mia attenzione è necessario essere in possesso dei seguenti requisiti:

Titolo di studio: laurea

Competenze: esperienze nel campo della cura filosofica o medica

Per i titoli strettamente legati alla pratica filosofica è necessaria e imprescindibile una scrittura a carattere divulgativo seppur supportata da preparazione teorica.

Per informazioni, approfondimenti e proposte scrivere a Maria Giovanna Farina

mail: [email protected]

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Titoli già pubblicati. www.kkienpublishing.it/wpccategories/pratica-filosofica

 

La musica è terapia per l’anima, Collana Pratica Filosofica

La foto di Renato Zero è di Roberto Passeri, le altre sono per gentile concessione dei cantanti

La foto di Renato Zero è di Roberto Passeri, le altre sono per gentile concessione dei cantanti

Collana Pratica Filosofica

Chi di voi non ha ascoltato la musica a manetta? Fino a stordirsi, fino a farsela rimbombare nella pancia? Credo tutti quando eravamo adolescenti, ma anche dopo. Da grandi quando desideriamo dimenticare una situazione spiacevole, evadere dalla routine e rifugiarci in un altrove immaginario o immaginato. Ci sono momenti in cui desideriamo piangere e anche lì la musica sa venirci in aiuto. Ho voluto raccontare, nella Collana di Pratica Filosofica, anche il mio percorso attraverso quattro musici perfetti, come li chiamerebbe Cartesio. Sono Renato Zero, Alberto Fortis, Mariella Nava e Cristiana Pegoraro che mi ha fatta crescere musicalmente.

La musica accompagna da sempre la nostra vita, partendo dal ritmato tamburo del cuore materno ci siamo cullati con le note percepite da lontano mentre eravamo nel tranquillo Eden del grembo; crescendo siamo passati dalla colonna sonora del primo bacio, alla marcia nuziale… Ma una musica importante per tutti noi è quella che ci appassionò durante i primi anni fino all’adolescenza. Quei suoni hanno forgiato la nostra capacità di ascolto. Nel libro desidero parlare di queste musiche e del loro valore facendo ricorso alle mie esperienze, ai miei cantanti preferiti e ai miei amici che insieme alla musica hanno saputo fare la differenza. Mi faccio accompagnare da Renato Cartesio, un filosofo che già nel ‘600 comprese l’importanza della musica per “muovere i moti dell’anima”.

Un tuffo nella musica con l’assistente Filo-Sofia sarà un buon rimedio per vivere meglio e godere attimi di assoluta felicità, ve lo garantisco!

Lungo la strada mi accompagnano gli amici, alcuni di vecchia data, altri di recente acquisizione, ma tutti con la musica nel cuore; con la loro penna hanno messo nero su bianco un’emozione, un pensiero, una suggestione nata dall’ascolto. Il mio fine ultimo è mostrare come l’arte dei suoni possa entrare in quell’ottica di Filosofia per vivere meglio di cui sono sostenitrice e fautrice da tanti anni. La musica può farci nascere, ri-nascere e crescere ogni giorno in un movimento avanti e indietro, liberi e senza regole precostituite: sul nostro percorso possiamo piano piano giungere al “cielo”, nel punto sublime di noi stessi. La musica può diventare scoperta di sé, se le spalanchiamo le porte.

Alla fine, ognuno di voi potrà confrontarsi e confrontare i miei musicisti con i propri.

Maria Giovanna Farina

Da zero alle stelle, viaggio nella musica con Renato Zero, Alberto Fortis, Mariella Nava, Cristiana Pegoraro e la filosofia. ed. Kkien Publishing International, collana Pratica Filosofica

In e-book e cartaceo su Amazon, per l’acquisto https://www.amazon.it/zero-alle-stelle-Filosofia-pratica-ebook/dp/B01MSXGEM2/ref=pd_rhf_se_p_img_2?_encoding=UTF8&psc=1&refRID=Y7QX4DC98G6TB8WXEN3R

Dialoghi con un ottimista, in salotto con Francesco Alberoni

Con Monica Stefinlongo e Francesco Alberoni a Radio Lombardia

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23 giugno 2016 ore 18 la Feltrinelli di via Manzoni a Milano Maria Giovanna Farina presenta il suo nuovo libro

copertina (2)Dialoghi con un ottimista, in salotto con Francesco Alberoni (Leima) Ritratto di un ottimista realizzato con le parole con Francesco Alberoni

Dialoghi con un ottimista, in salotto con Francesco Alberoni (Leima)

Alternando al classico “botta e risposta” di stampo giornalistico le proprie riflessioni personali, Maria Giovanna Farina ci offre un ritratto particolarissimo e fuori dalle righe di Francesco Alberoni. Partendo da argomenti cari al sociologo – l’amore, i rapporti sociali, i valori della vita – questa speciale “chiacchierata” oscilla tra il formale e l’informale, tra il pubblico e il privato, tra la cultura e la semplicità, con la leggerezza e l’ironia che da sempre hanno caratterizzato lo stile di Alberoni. Per suggerirci una visione positiva dell’uomo e della vita, proponendo l’ottimismo come obiettivo da perseguire ogni giorno per migliorare la nostra esistenza.

 

Ho messo le ali

aliho meso lea li

Un nuovo spazio per parlare di filosofia pratica, per raccontare a tutti i lettori come si possono “mettere le ali” e vivere meglio. Ma cosa significa mettere le ali? Vuol dire trovare la propria dimensione, il proprio spazio nel mondo, il proprio senso della vita… Significa amarsi e per riuscirci è necessario liberarsi da pesi inutili. Solo così si potrà spiccare il volo. In questo blog darò le istruzioni pratiche necessarie. Vi aspetto!

Il testo di riferimento è Ho messo le ali, disponibile anche in e-book su tutti i siti di vendita

 

 

 

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Abbi cura dell’amore

otto

con Lucia Esposito Gulliver libreria a sinistra e Patrizia Bartolomeo assessore alle Pari Opportunità del Comune di Cinisello

Nella giornata del 25 novembre 2014 Maria Giovanna Farina ha condotto l’incontro Abbi cura dell’amore, contro la violenza usiamo i sentimenti. Con l’occasione è stato presentato il nuovo romanzo di Maria Giovanna Dimmi che mi ami, Silele Edizioni. L’evento è stato patrocinato dal Comune di Cinisello Balsamo (Mi). Hanno partecipato: Patrizia Bartolomeo, assessore alle Pari Opportunità, Lucia Esposito della Libreria Gulliver, Max Bonfanti filosofo, Emanuele Pagani della Silele Edizioni. Con l’occasione è nato il movimento culturale ABBI CURA DELL’AMORE.tre

Confetti perché il libro sarà anche bomboniera per gli sposi, a cura di La perla articolo per gli sposi di Cinisello Balsamo (Mi)

 

pubblico

ami3 Allestimento di Maria Teresa Signorelli per Le petit dèco

amigioielli

Amore e gioielli, gioielleria Ronchi di Cinisello Balsamo (Mi)

artiste

con Pinuccia di La Perla e Maria Teresa Signorelli di Le petit dèco

due

allestimento di Le petit dèco

androgino

rappresentazione del mito dell’androgino di Platone (Simposio)

Ecco le foto: ami2 cinque dieci firma 25 novembre h 21

I biglietti del pubblico contro la violenza sulle donne

I biglietti del pubblico contro la violenza alle donne