Chi c’è dietro la maschera?

Maschera in ceramica, Blu Oltremare by Gabriella Battistin

Il sole, maschera in cartapesta, Blu Oltremare by Gabriella Battistin

Chi c’è dietro la maschera? “C’è un uomo e tu lo sai” cantava in una vecchia canzone, La favola mia, Renato Zero. Correva l’anno 1978 ma ancor prima Pirandello fece della maschera il suo oggetto di studio letterario e introspettivo. Andando a ritroso anche Renè Descartes ci disse di muoversi nel mondo celandosi dietro una maschera…dietro ogni maschera c’è sempre un uomo o una donna che tenta quotidianamente di sottrarsi allo sguardo dell’altro. Dietro la maschera ci siamo noi, quella canzone ci riguarda; tutti abbiamo una maschera per proteggere la nostra intimità, per non lasciarci scrutare fino in fondo: sia dall’incontro occasionale sia da chi ci sta accanto. Come sarebbe la vita se ognuno fosse davvero se stesso in ogni momento e ovunque? Difficile e in grave pericolo, la nostra interiorità sarebbe sottoposta al continuo dominio dell’altro: più forte, più furbo, meno sincero di noi. Ci sono però movenze del corpo che tradiscono la maschera, che dicono quello che si è veramente. Se qualcuno, ad esempio, mostra una maschera sorridente: avete presente il classico viso da clown di chi deve sempre far vedere che è felice? Ecco, quella è la maschera di una persona che potrebbe nascondere una grande solitudine e infelicità ma è decisa fino in fondo a non mostrarla, nemmeno tra sé e sé. In alcuni momenti, scrutando attentamente, potremmo scorgere ciò che cela: a partire dallo sguardo a tratti cupo, dalla postura del corpo inarcata come di chi porta un peso troppo grosso, etc. La consapevolezza profonda di sé può condurre alla scoperta di essere molto diversi dalla maschera e ciò può dare fastidio. Dietro la maschera c’è sempre la verità, il “tragico” volto dell’altro, fatto di gioie e dolori, felicità e sofferenza. Questa copertura ci è però indispensabile per proteggerci e allora salvaguardiamoci consapevoli che la maschera non siamo noi. A volte ci si identifica con la propria maschera, questo è il rischio da non correre.

Maria Giovanna Farina © Riproduzione vietata

5 pensieri su “Chi c’è dietro la maschera?

  1. ..salve ma se la base di un rapporto è …o dovrebbe essere ..la sincerità…l’autenticità..l’essere trasparente nel proprio intimo, mostrarsi all’altro/a senza …maschera…allora xchè difendersi avere questa strategia…và bene x chi è satellite…ma x chi è ..intimo..non lo sò..pensare che un marito/moglie possano dire …mi è caduta la maschera o mela sono tolta…o ne ho messe tante è …sconvolgente…con chi si è andati a letto, procreato,vissuto…con un mascherato…?..io sono x l’autncità x il vero anche se può far male ..ma poi ci si ritrova veri…con la maschera sembra un capro espiatorio o no..

    • Hai ragione, in un rapporto l’autenticità è fondamentale. La maschera è quel ruolo sociale che tutti abbiamo e ci sottrae allo sguardo altrui. La maschera protegge la nostra intimità, ognuno di noi ha un lato nascosto che non mostra a nessuno. E’ quell’angolo segreto che custodiamo…

  2. sono d’accordo con liggen. Essere autentici in ogni circostanza può mostrare a sè stessi e agli altri delle nostre fragilità… ma accettarle non può che farci del bene x superarle, x migliorarci e anche x accetarci così come siamo.
    vivere sempre con una maschera addesso è pesante e fatiicoso.. ci costringere ad essere quello che non siamo e soprattutto non ci rende liberi!

    • La maschera sociale è su tutti i nostri volti, ogni giorno la indossiamo. Solo pochi eletti ci conoscono davvero ed anche loro non vedranno mai quell’angolo segreto che custodiamo gelosamente: là dove solo possiamo ancora essere davvero liberi.

  3. Vero!… la maschera ci protegge, rende solo nostro il più piccolo angolo di libertà che ci resta.

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