Dalla fotografia ai mobili: creare pezzi unici

imageNon lo nascondo, conosco Daniele Mendini da un po’ di tempo come fotografo e creativo culturalmente stimolante. È bastato perderlo di vista per otto mesi è me lo ritrovo apprezzato stilista di mobili che realizza a mano insieme al giovane designer James Wooller con cui ha fondato “1unico design”. Sono felice di averlo incontrato alle prese con questa nuova attività che è già un successo. “Ogni persona è unica: esiste un solo tavolo per ogni persona.”  una filosofia, quella di Daniele e James, che porta al centro l’uomo e i suoi oggetti personali diversi da tutti gli altri: unici. Ma sentiamo cosa ci racconta.

Daniele, dalla fotografia sei passato ai mobili, ci vuole ottimismo?

Direi proprio di sì. Alla mia età, se non fossi ottimista chi me lo farebbe fare di cambiare vita lavorativa così radicalmente. La fotografia mi ha dato grandi soddisfazioni e per parecchi anni. Ultimamente però, vuoi le difficoltà economiche del periodo che non accennato a diminuire, vuoi che forse non ho più avuto occasione di svolgere lavori stimolanti, mi sono un po’ stancato. Per me è fondamentale svolgere il mio lavoro con passione e piacere. Se non ci metto passione il lavoro risulta banale o addirittura scadente, se non provo piacere non lo faccio proprio.

Come vivi la nuova esperienza, quali sentimenti, emozioni?

Ecco perché, dopo un periodo di riflessione e di ricerca, ho intrapreso assieme a James Wooller questa nuova strada. Abbiamo fondato “1unico design”. James è un giovane designer molto capace sia da un punto di vista creativo che pratico. Direi che è molto bravo ed eclettico, sa fare praticamente tutto e, quello che non sa lo impara molto velocemente. Lavorare in team con lui dalla progettazione alla realizzazione dei nostri arredi, mi ha ridato gli stimoli necessari per un’ottima riuscita. Pensare, discutere, disegnare in maniera costruttiva è quello che facciamo ormai tutti i giorni. Andando poi a scegliere i legni più adatti alla realizzazione, riparte la creatività apportando modifiche e migliorie al progetto originale. Successivamente all’approvazione del progetto lavoriamo di persona sia il legno che il ferro, ingredienti del nostro stile “industriale”.

Dal punto di vista artistico, che differenze riscontri nell’approccio: tra foto e mobili?

C’è una certa analogia tra le due forme artistiche. Entrambe sono il prodotto finale, il risultato di una ricerca di immagine, di stile e di comunicare. In particolare, il modo con cui realizziamo i nostri arredi, li fa diventare degli esemplari unici, irripetibili. Come per la fotografia commerciale si fa in maniera di coniugare le esigenze del committente con il proprio stile espressivo, così, nella realizzazione di un mobile,  partiamo dallo stile del luogo in cui dovrà passare i suoi prossimi anni per far si che l’arredo enfatizzi e potenzi l’insieme senza imporsi o sovrastare. Non è un compito semplice e lo testimonia il fatto che quasi nessuno lo fa. I nostri sforzi si rivolgono sempre in questa direzione e la soddisfazione di chi vede le opere installate è la nostra più grande riconoscenza.

Dopo il Fuorisalone 2017, quale nuove idee ti sono nate?

Molto positiva l’esperienza al Fuorisalone. Le numerosissime persone interessate al nostro stile di arredo ci hanno confermato che abbiamo intrapreso la strada giusta. Una richiesta ci è stata rivolta ripetutamente, quasi a evidenziare una carenza nel mercato. In realtà non è che manchi ma costoro la vorrebbero realizzata con il nostro stile. Abbiamo così iniziato a disegnare e a spremerci le meningi e, dopo una settimana, abbiamo costruito il primo modello in scala ridotta. Questo ci è utile per capire come ottenere il massimo nella produzione finale. Sarà infatti il primo arredo per noi che prevede una produzione seriale sempre mantenendo l’unicità stilistica che ci contraddistingue.

Per ulteriori informazioni http://www.1unicodesign.com/

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