FILOSOFIA PER VIVERE MEGLIO: CANTANDO SOTTO LA PIOGGIA!

Filosofia, come aiuto ad applicarla alla vita quotidiana: come sconfiggere la tristezza

Le situazioni che ci provocano un senso di tristezza, e quindi ci allontanano dalla felicità, sono svariate. Ora non andremo a toccare le vere forme di depressione che richiedono ben altro, ma rivolgeremo la nostra attenzione su un aspetto che in certe giornate primaverili. o invernali anomale, e soprattutto autunnali dà un senso di malinconia a molte persone: la pioggia.

Perché le giornate piovose provocano tanto malumore? Il sole rappresenta la vita, al contrario le tenebre rimandano alla morte. Il tempo nuvoloso è una sorta di anticamera ed è per questo che proviamo tristezza ed invochiamo il ritorno del sole. Quali suggerimenti possiamo tenere presente per guardare le cose da altri punti di vista?

Per prima cosa che la pioggia è indispensabile alla vita e un sole sempre splendente provocherebbe la morte. Sì, ma io sono triste, continuerebbe a dirmi chi vive questi sentimenti. Cosa rispondere? Sei triste perché vedi la tua tristezza solo dal tuo ristretto punto di vista. Una visione allargata ti potrebbe far cogliere la necessità della pioggia che ad esempio aiuta a far crescere quei fiori o quelle pesche che tanto ti piacciono. Le tristezze gestibili dobbiamo elaborarle in questo modo per esorcizzarle. Questo è il procedimento che la filosofia sa offrirci per aiutarci a vivere meglio, ricordando le tante conoscenze già dentro di noi che spesso scordiamo di possedere. Rammentandocene possiamo superare con più facilità quei piccoli ma fastidiosi stati d’animo e avviarci a vivere con più serenità eventi fastidiosi come la pioggia.

Se dopo questo discorso siete ancora tristi per la pioggia, beh allora non vi resta che aspettare di nuovo il sole: fortunatamente per molti secoli splenderà ancora!

Nel frattempo…

Un pensiero su “FILOSOFIA PER VIVERE MEGLIO: CANTANDO SOTTO LA PIOGGIA!

  1. La tristezza e la gioia, la malinconia e la felicità, il buon umore e il cattivo umore, il sole e la pioggia, la luce e il buio: in questi opposti si dipana la condizione umana che poi è la nostra vita. La nostra vita intimamente legata alla nostra morte. Ecco, quando in queste polarità vi è un squilibrio i sentimenti e gli affetti diventano più pungenti, più aspri. E in una giornata di pioggia ostinata , grigia e ostile si percepisce una tristezza oscura che può gettare un’ombra sui nostri atti, sui nostri propositi, sulle nostre relazioni titubanti, sul nostro futuro. Questo accade. Ma accade anche, ed è documentato che proprio i momenti oscuri, la tristezza, la pioggia, il confronto con la nostra finitezza, la nostra morte, siano il caldo focolaio della nostra creatività, la prefigurazione di un domani di cambiamento, la creazione di spazi di luce e di sole, nei nostri grigi pomeriggi, che senza la pioggia non avrebbero nome. Insomma la pioggia, la malinconia, le ombre, come fonte di invenzione, di cambiamento, di prefigurazione di rinnovamento gioioso. Angelo Guarnieri.

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