Irrational man di Woody Allen

irrrational manIrrational man l’ultimo film di Woody Allen. Ho riflettuto parecchio prima di scrivere questa recensione perché dopo la sua bella pellicola Midnight in Paris del 2011 ero rimasta un po’ delusa da Bleu Jasmine del 2014 infatti il titolo del mio scritto di allora era “Bleu Jasmine, promossa l’attrice bocciato il film”. Allen metteva in ridicolo la psicoanalisi e la cosa non mi era piaciuta perché le generalizzazioni sono antifilosofiche: se qualche psicoanalista è incapace non è detto che lo siano tutti. Bene, con questo nuovo film ha messo alla berlina i filosofi. Questo è troppo! Vale lo stesso argomento, ci sono filosofi poco affidabili che non sanno applicare la filosofia alla vita… ma il suo personaggio è un idiota patentato che non ne combina una giusta. Intreccia una relazione con una studentessa, è dedito all’alcol, non ha più interesse per la vita, ma quando decide di uccidere un uomo torna energico come non mai… leggete la trama in rete. Io mi rifiuto di andare oltre e non riesco a sorridere nemmeno pensando che sia un suo tentativo di ironia surreale. Nell’attesa e nella speranza che Allen possa leggere questa recensione, mi auguro di vedere un suo prossimo film degno della sua arte. Magari qualche seduta dal filosofo potrebbe istruirlo meglio sull’argomento.

Nel suo libro La formazione dello spirito scientifico, il filosofo Gaston Bachelard ci racconta che un epistemologo irriverente disse che i grandi uomini sono utili alla scienza nella prima metà della loro vita, ma nocivi nella seconda. Possiamo applicarlo anche alla filmografia…

Maria Giovanna Farina © Riproduzione riservata