L’estate sta arrivando: riflessione rivolta a chi abbandona gli animali

 

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immagine di Lucia Espo

Lasciamo perdere il senso materno e la retorica sui bambini che sono più importanti anche perché abbandonano pure loro e non mi sono mai sognata di pensare che un bambino non sia importante. Focalizziamo l’attenzione sul prendere in casa un animaletto e poi sbarazzarsene al primo ostacolo: vacanze, malattia, rotture di scatole varie. Gli animali non sono solo il bel musino del gattino e del cagnolino che ci fa sorridere, sono anche problemi: pipì ovunque da cuccioli, malattie in agguato, peli in ogni angolo della casa, accudimento anche quando torniamo stanchi la sera e impedimento quando andiamo in vacanza. Ormai credo sia noto a tutti che gli animali sono anche lavoro e non solo piacere, eppure chi se li porta a casa per poi abbandonarli sembra non saperlo. A nulla servono le campagne pubblicitarie contro l’odiosa pratica, nulla serve per cercare di sensibilizzare il cuore di chi aprendo una portiera commette anche un atto delinquenziale. Mi rivolgo con questo articolo direttamente a chi pensa di farlo o lo ha già fatto. Chi invece non lo farebbe mai dovrebbe diffonderlo. Veniamo al dunque: se sei un credente e ritieni il mondo frutto e creazione di una mente intelligente, di un Dio onnipotente, sappi che stai trattando malissimo la creatura che il tuo Dio ha creato per te. Se sei ateo stai andando contro la legge della natura che da sola pensa alla selezione naturale, non ha bisogno di interventi umani soprattutto quando sono criminali. Se sei agnostico, quindi non hai deciso da che parte stare, sarai punito dalla legge degli uomini e da quel Dio in cui non sai ancora se credere…quindi per gli agnostici doppia punizione. Urge il bisogno di fare una scelta per non essere doppiamente castigati… Battute a parte, il mio discorso si rivolge a chi ha il coraggio di lasciare per strada un amico fedele infischiandosene di ogni regola. È inutile parlare a queste persone di amore, affezione, fedeltà che gli animali hanno per noi: chi abbandona anche se avvertisse il disagio nel compiere il triste atto, ma ne dubito, lo respingerebbe mettendo al primo posto la propria libertà. Una egoistica libertà di chi vuole solo avere e non dare nulla in cambio, una libertà che, tra l’altro, mette a rischio la vita altrui. La vita degli animali che muoiono sulle strade ogni giorno dell’anno e la vita di altri umani che per non travolgere il povero quadrupede di turno va a sbattere contro un guardrail.

Maria Giovanna Farina