Mi hanno rubato le more

Ci sono situazioni della vita che possono davvero ferirci, una di queste è quando si prendono gioco di noi magari anche con false accuse. Di seguito il racconto iperbolico di un furto di “more” con destrezza, ognuno di noi può trovare attraverso la storia il rimedio per non farsi “ricattare” dal molto tossico sentimento di colpa.

Cranberry jam

Il racconto delle more

marmellata2

– Ma siamo sicuri che non mi abbiano rubato la marmellata? – Me lo sono chiesta quando dal barattolo di confettura extra mancavano le more. Sì, perché la marmellata era di frutti di bosco e neanche con la lente di ingrandimento sono riuscita a trovare la più piccola traccia di more: solo lamponi, fragole selvatiche e mirtilli. Questo il problema serio di chi non riuscendo a pensare correttamente si trova a dover affrontare simili grandi enigmi che sanno far impallidire anche Agatha Christie. Possibile che non ho niente di meglio di cui occuparmi? Ma come ho fatto a cacciarmi in un simile tremendo guazzabuglio? È accaduto in un momento critico quando qualcuno, una manina lesta, mi ha rubato qualche decina di euro con destrezza. È lì il punto: come facevo a dirle che si trattava di un furto, non ho visto mentre si intrufolava nei meandri del mio grande borsone, non mi sono accorta, confusa da una serata troppo movimentata: eppure i soldi non ci sono più e siccome non hanno le ali qualcuno li avrà catturati… sono sicura sia stata la manina, ma come facevo a denunciare un simile misfatto in mezzo a tanti strenui difensori del politicamente corretto? La cattiva ero io che dovevo lasciare una “bustarella” cospicua ad un povero essere (il sesso non ve lo dico) indifeso e pieno di difficoltà…come no!
Purtroppo accade troppo di frequente che chi sbaglia non paga, o paga troppo poco, e chi subisce è quello sbagliato solo perché si sta lamentando di ciò che gli è stato sottratto ingiustamente e con dolo. In conclusione: Non possiamo permetterlo!

Maria Giovanna Farina ©Riproduzione riservata